SMOKING COBRA – FEB

Italiani, avete qualcosa in comune di molto importante con noi brasiliani.

Vicende e imprese dei militari brasiliani in Italia durante la seconda guerra mondiale

Le battaglie dimenticate dei Cobra fumanti

Vicende e imprese dei militari brasiliani in Italia durante la seconda guerra mondiale

Força Expedicionária Brasileira — PortalFeb

A migliaia di chilometri da casa, male equipaggiati e impreparati alla guerra, ma con una missione importante: liberare l’Italia dall’occupazione nazista. Sbarcati in una Napoli sotto il controllo alleato, il loro nome riecheggia tra le montagne, le strade e le città di Toscana ed Emilia Romagna, dove targhe e monumenti omaggiano i caduti.

Alla fine il cobra fumò: la Força Expedicionária Brasileira in Italia

Rimasto neutrale per i primi anni del conflitto, il Brasile dichiarò guerra all’Asse nel 1942. La storia della Feb, però, inizia solo due anni più tardi, quando il 2 luglio del 1944 il primo contingente si imbarca per Napoli sotto la guida del generale João Batista Mascarenhas de Morais.

La Força Expedicionária Brasileira a Napoli

Quanti conoscono la storia della La Força Expedicionária Brasileira?

L’impatto con il capoluogo campano non fu dei migliori. Accolti da insulti e con diffidenza, furono scambiati per prigionieri di guerra tedeschi a causa della loro uniforme, simile a quella indossata dalle truppe naziste in Africa (Afrikacorps, ndr). Riequipaggiati dagli Usa con nuove armi e divise più adatte allo scenario bellico italiano, vennero inviati in a Pisa e Livorno per un rapido addestramento.

Força Expedicionaria Brasileira, storia, riconoscimenti, interviste e…un documentario!

La durante la . Inizialmente, il Brasile FEB – acronimo di Força Expedicionária Brasileira – è stata la forza militare…

Il 14 settembre del ’44 “i cobra cominciarono a fumare”, cioè a combattere. E se si riprendono le parole che il presidente brasiliano Vargas pronunciò nel 1939, il motivo di soprannome e simbolo del corpo di spedizione è presto spiegato. “È più facile che un serpente fumi che il Brasile entri in guerra”, disse all’inizio delle ostilità. Alla fine, però, il Paese sudamericano partecipò al conflitto mondiale per davvero. E anche Walt Disney, raccogliendo l’appello del quotidiano O’ Globo, realizzò un disegno per omaggiare i ‘Cobra fumanti’.

Le vittorie più importanti dei pracinhas

“Le truppe brasiliane iniziarono le operazioni di guerra in una situazione umiliante: gli armamenti e le munizioni erano nordamericane, gli indumenti erano nordamericani, l’alimentazione, quasi tutta nordamericana”. Così de Morais descriveva la situazione soldati brasiliani, costretti a combattere con armi mai utilizzate e a temperature sconosciute (-20 °C), in mezzo alla neve: quasi tutti non l’avevano mai vista, se non in foto. Non ebbero poi neanche tempo per completare l’addestramento, c’era bisogno di loro.

La Força Expedicionária Brasileira (F.E.B.) sulla Linea Gotica

La FORÇA EXPEDICIONARIA BRASILEIRA (F.E.B.), forte di 25.334 soldati e comandata dal generale João Baptista Mascarenhas…

Al fianco delle divisioni americane, però, conseguirono importanti vittorie. Prima attorno a Lucca, poi a Monte Castello e Montese, sull’Appennino emiliano, quando le truppe carioca sconfissero e misero in fuga i tedeschi. Il 23 aprile del 1945, invece, la Feb entrò vittoriosa a Sassuolo, liberando la città. La marcia dei pracinhas si concluse a Torino il 2 maggio dello stesso anno, giorno della resa di Berlino. Migliaia furono i nemici fatti prigionieri nel corso dell’avanzata verso Nord.

Conquista di una bandiera di guerra nazista — PortalFeb

Sì, i pracinhas. Un soprannome un po’ vezzeggiativo, un po’ affettuoso. ‘Soldatini’, il significato. Chiamati così forse per l’età (molti appena 20enni), forse per l’inferiore statura rispetto ai soldati neozelandesi e americani, o per la gentilezza che dimostravano nei confronti della popolazione oppressa, condividendo cibo e medicine. Abili non solo a conquistare postazioni nemiche, ma anche i cuori delle ragazze italiane: durante la campagna (1944–1945) si celebrarono ben 58 matrimoni tra componenti della Feb e donne dei paesi liberati.

Pistoia, l’ultimo guardiano dei “soldati gentili” – il Tirreno

PISTOIA. Li chiamavano Pracinhas, “soldatini”, i militari brasiliani della Feb (Força Expedicionária Brasileira), che…

Dopo 239 giorni di combattimenti, le operazioni belliche della Força Expedicionária Brasileira si conclusero. La divisione composta da 25mila uomini (di cui solo poco più di 15mila utilizzati in combattimento) registrò 462 morti e oltre 2mila feriti. I corpi dei caduti vennero tumulati nei pressi di Pistoia, ma negli anni ’60 il governo brasiliano decise di riportare le spoglie a Rio de Janeiro(la capitale di allora) e nella città toscana fu eretto un monumento in memoria delle vittime. Al termine dei lavori venne rinvenuto un corpo di un altro militare, che non fu possibile identificare e che è rimasto quindi sepolto in Italia. Un ‘milite ignoto’ di cui non sia sa nulla, se non che combatté per la libertà del nostro Paese.

@rodrigoallenatore