Come migliorare la flessibilità.

​Consiste nell’allungamento delle parti molli dell’apparato locomotore al fine di migliorare la mobilità passiva dell’apparato. La mobilità è una premessa indispensabile per la coordinazione motoria. Tradurre la parola stretching con allungamento muscolare non è corretto perché in realtà sono “allungati” anche i tendini i legamenti e le capsule articolari. Lo stretching è una tecnica di condizionamento finalizzata alla massima mobilità articolare.

La distensione deve essere lenta graduale e progressiva. Non deve avvenire a sbalzi con strappi piccoli e ripetuti. La distensione può essere avvertita come moderatamente dolorosa; quando si raggiunge questo livello si mantiene la posizione per alcuni secondi, il dolore scompare e a questo punto si può forzare un livello di mobilità ulteriore. Deve riguardare tutte le articolazioni e con particolare cura quelle interessate dalle fasi successive dell’allenamento. Il tempo da dedicare allo stretching non deve essere inferiore ai 12-15 minuti. Questo vale per soggetti che abbiano un minimo di preparazione atletica di base. Per i sedentari il tempo deve essere più lungo, tra 15 e 20 minuti e costituisce un aspetto fondamentale dei primi mesi di allenamento.

La mobilità è una qualità motoria che fa parte della preparazione atletica di base di qualsiasi attività sportiva: compreso il body building.

Lo stretching ha anche importante risvolto psicologico; permette di concentrarsi sull’allenamento abbandonando le preoccupazioni quotidiane. Molti campioni insistono sull’importanza della concentrazione mentale durante gli allenamenti come fattore determinante nell’ottenere buoni risultati. Ebbene lo stretching rappresenta l’ingresso vero e proprio in palestra dopo lo spogliatoio, è una fase di transizione tra tutto ciò che é fuori dalla palestra che deve essere lasciato nello spogliatoio insieme ai vestiti.

Lo stretching deve essere utilizzato come un primo check up di controllo delle condizioni dell’apparato locomotore in quella giornata rispetto alla possibilità di eseguire subito dopo degli allenamenti massimali.

Se durante le pratiche di stretching si registrano delle sensazioni sgradevoli, di impaccio articolare, di dolore, o comunque di anormalità, si devono evitare per quella seduta di allenamento degli esercizi ad alta intensità di carico per il distretto interessato. L’atleta deve essere informato e sensibilizzato su questa primaria forma di prevenzione.

Personal Trainer in Italia…

PERSONAL TRAINER IN ITALIA!?!

In italia i comitati e le federazioni sportive, organizzano ottimi corsi di specializzazione per i personal trainers 

 dove ottengono certificati e qualificati, in modo che un professore di educazione fisica, possa mettere

in pratica la sua esperienza e preparazione sportiva, al fine di migliorare la salute ed il benessere delle persone. 

L’unico problema è che questi corsi sono aperti a tutti, non solo agli studenti ed ai laureati,

 ma anche alle persone non competenti in materia, esse hanno fatto qualche allenamento in sala attrezzi 

 e credono di poter diventare degli istruttori, tali persone non hanno esperienza sportiva,

 non sanno interpretare un articolo scientifico e non sanno nemmeno quante articolazioni abbiamo nel nostro corpo, 

 quindi non hanno nessuna base scientifica.

Anche le stesse palestre, assumono queste persone come collaboratori, senza preoccuparsi delle conseguenze sulla salute delle persone coinvolte. 

Queste soggetti hanno un lavoro principale ed insegnano o (credono di farlo)come secondo lavoro, giusto per arrotondare.

Risultato = Togliere lavoro a persone competenti che hanno studiato questa materia e sono preparati in merito.

Il settore dell’educazione fisica perde quindi di valore ed immagine. 

Cosa potrei dire? Una persona non potrà mai insegnare Boxe senza aver preso un pugno in faccia o un personal trainer non potrà mai offrire

una prestazione professionale di livello senza aver sofferto nella giungla di acciaio.

Ed è buffo perche li osservo, fanno pure gli spacconi credendo di essere deli Dei… 

Io sono totalmente contro le persone che lavorano nelle palestre, sia in sala attrezzi che nei corsi collettivi senza aver conseguito una laurea o

 un diploma, perchè loro non si rendono conto nella gravità delle conseguenze negative verso la mia e la nostra categoria professionale,

 quindi nell’Educazione Fisica. 

Condividi questo pensiero. Le persone che praticano attività fisica devono capire cosa succede nel nostro mondo e magari loro

cominceranno a richiedere professionisti con la giusta competenza, invece di stare dietro ad animatori stepisti e istruttori ciarlatani

che non guardano in faccia a nessuno, pensando solo ad intascare il vostro denaro! 

By Rodrigo Cristofolini – Allenatore MADE OF IRON TEAM

by Rodrigo Cristofolini